Guarda sempre il lato positivo delle cose

di 
Zolingona

1,
tuo padre è cattivo, disse Anna mentre imboccava Giovanni che imprigionato nel seggiolone sbrodolava sul grembiulino la pappetta poco saporita.

Vuole andarsene, ha deciso di lasciare la nostra casa, di abbandonare il paese, se ne va Giovanni e ci lascia soli senza sapere nemmeno perché. Forse è questa città, questo paese, non so cosa dire, forse è questo luogo che lo fa soffrire, non lo so Giovanni, non lo so… Quando ci siamo conosciuti era diverso. Avessi saputo prima di un ragazzo tanto problematico… Non mi guardare in quel modo, sono cattiva, ma come faremo ora da soli?


2,
Anna pulì il mento del bambino con la parte di grembiulino sporco riuscendo così solo a rimescolare i pezzi di pappetta già freddi. Il bambino sputò sul cucchiaio e si mise a piangere. Anna allora lo pulì per bene e prendendolo in braccio cominciò a muoversi dolcemente, scivolando da una stanza all’altra della casa canticchiando nenie sconosciute. 


3,
te l’avevo detto Anna, hai voluto fare di testa tua, non hai ascoltato i consigli di chi ti voleva bene. In ogni caso avresti potuto essere più attenta. Cosa ti impediva di resistere alla fuggevole passione erotica? Certe debolezze possono costare caro. Ora per tuo marito sei diventata motivo di una strana inquietudine, sai che non tornerà indietro, è troppo orgoglioso e tu non riesci a immaginare un futuro senza di lui.


4,
Anna attraversò il lungo corridoio fino alla sua stanza preferita. Giovanni, intanto, cullato dalle movenze di una danza speciale, si appisolò.
In fondo al corridoio, nei pochi metri quadrati, Luigi aveva realizzato la libreria montando una grande quantità di scaffalature e di mensole. Lui possedeva una montagna di libri. Lei, per la verità, utilizzava la libreria solo per mettere i panni ad asciugare e questo fatto era stato motivo di discussione quasi ogni giorno. Però ora grazie alla caparbietà dello stendino, nella stanza si sentiva sempre un buon odore di bucato.
Di notte, attendendo inutilmente che Luigi rientrasse, Anna si attardava con piacere a scrutare tra gli scaffali, osservando le copertine rovinate, sfogliando le pagine ingiallite; quelle soprattutto l’affascinavano perché immaginava suo padre soldato, rintanato chissà dove, sotto la luce fioca di una lampada a petrolio, vergando con il pennino commoventi pagine d’amore: come era stata fortunata sua madre. Però ricordava anche quella donna affaccendarsi senza remore sulla fontana dove andava a lavare i panni, oppure la vedeva con il battino in mano colpire i materassi con tutta la forza, o ancora dietro casa mentre accatastava la legna per il fuoco, e ancora sulla strada, camminando per chilometri con la brocca dell’acqua in testa, e ancora in campagna mentre raccoglieva il fieno con le mani graffiandosi le dita tutte le volte.

 

5,
cosa ti fa pensare di dover soffrire meno Anna? Ora ti rimboccherai le maniche mia cara. Conoscerai la sofferenza, come può essere dura la vita.
Fatti forza e prendi in braccio il piccolo, insegna a lui quello che io non ho saputo insegnare a te.
Purtroppo non posso aiutarti, nessuno potrebbe lo sai, nemmeno papà. È una cosa che devi fare da sola bambina mia.

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Commenti

è scritto bene, un po' pesante........

lalla

mi è piaciuto!

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