Lo scrittore inesistente
C’è un’osteria, nascosta tra le vie digitali della rete. Si chiama “Eufemia”, l’osteria degli scrittori senza nome. Nei tavoli consumati dal tempo l’oste, che tutti chiamano Eugene Turnett, offre agli ospiti un bicchiere di vino in cambio di una storia.
Ma non una storia qualunque. Eugene Turnett sfila una carta dal mazzo degli arcani e il viandante racconterà la storia di quell’arcano. Questa è la regola.
Ci sono ospiti, le cui storie erano talmente suggestive o talmente strambe, che hanno conservato il nome di quella carta. Ed è per questo che Eugene Turnett, ad ogni avventore che passa per la sua osteria, racconta le storie degli arcani, gli scrittori inesistenti.
Gli amanti
di Edoardo Micati
Il sei settembre del 1943, due giorni prima della proclamazione dell’armistizio fra l’Italia e gli anglo americani, Evandro partì con la madre da Casalecchio sul Reno per riunirsi col padre, capitano dell’esercito, a Brindisi.
La giustizia
di Anna Maria Sanguigni
La mamma di Stefy scappò col marito della signora Nora. Erano dirimpettai. Lui era fabbro, aveva aperto una bottega appena sistemati in città, e piano piano, aveva acquistato un certo benessere.
Il sole
di Sergio Arcioni
Così non pensavo di ritrovarmi quando decisi di aprire la nuova attività, Giovanna la mia
compagna l’avevo conosciuta anni fa quando con degli amici ero venuto da Milano in vacanza a Follonica, lei era separata e dopo un breve periodo mi raggiunse e decise di trasferirsi da me, in quel periodo io ero dipendente di una officina meccanica...
L'innamorato
di Daniela Gamberini
Ho fame.
Non appetito, non bisogno di cibo, ma quella fame tremenda che ti si aggrappa allo stomaco vuoto, come se la necessità di nutrirti fosse così forte che cominci a mangiarti da solo dall'interno.
L'innamorato
di Gabriele de Maria
Queste sono parole sull’amore. Di un bambino e di una ragazza.
Bimbo è un single di 10 anni.
Capelli neri, sparati in modo tale che ognuno sembra aver litigato col vicino. Solo il gel ultra-fix li fa andare d’accordo.
L'eremita
di Gianluca Bagnara
Si era deciso e aveva staccato la spina. Era stata dura, proprio come con le sigarette. Sembrava impossibile vivere senza televisione. Poi assorbì il colpo, lentamente.
La stella
Sette, erano passati sette anni da quel salto nel buio.
Se l’era immaginato più semplice, per certi aspetti. All’epoca, si era sentita magneticamente catturata da quella che tutti, amici e conoscenti, amavano definire “la città dei balocchi”.
Una curva esponenziale di energie cosmiche, incontri del destino e romantici incantesimi, invece, amava definirla lei.
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