Un caffè

Cameriere...? Un caffè!

di 
gabriele de maria

- Cameriere…? Un caffè!
- Subito, signore.

Ruggero Caffè

di 
edoardo micaTI

Era il 1537, da una potente flotta ottomana, comandata da Kahir el din, fu sbarcato un grosso contingente per conquistare Castro ed Ugento. A dirigere le operazioni a terra fu incaricato il pascià Lussembac, detto anche Zufi.

Colti di sorpresa furono catturati degli ignari contadini, fra questi anche Ruggero, figlio del notabile locale, il quale, per il bell’aspetto, i capelli biondo cenere, fu aggregato alla servitù di Zufi.

Il profumo dei ricordi

di 
Simona Binanti

Teresa entrò in cucina chiudendosi la porta alle spalle. Si ritrovò dopo pochi minuti a tenere in mano un buon caffè. Si sedette sul divano e pensò a quante volte quel liquido scuro, dal profumo intenso, fu presente nella sua vita.

Non era una grande appassionata e lo beveva solo in poche occasioni, spesso rilevanti.

Capitava che sua nonna Clara le raccontasse le disavventure della guerra, vissuta personalmente, davanti ad una tazzina di caffè, facendole solo sfiorare il cucchiaino con la lingua.

Se sono brutto non è colpa mia

di 
ZIVI ZOLINGONa

Pare che al momento della nascita io abbia tentato il suicidio arrotolando il cordone ombelicale intorno al
collo.

Sebbene la cosa risulti inspiegabile perfino a me credo di aver avuto una sorta di premonizione nei momenti precedenti al parto.

Lontananze

di 
Andrea Quarta

Albergo. Le otto e dieci di un giorno come un altro, sempre uguale a se stesso. Paolo si trovava a far colazione. Abitudine ormai consolidata per lui, alla quale non rinuncerebbe per nulla al mondo, nata da quando era piccolo. Da quando una cameriera che non parlava neanche una parola di italiano lo obbligava a consumare una colazione abbondante solo per la paura di essere rimproverata da sua madre.

Il caffè

di 
Anna maria sanguigni

Il caffè che faceva mia madre era acquarella. Lungo, marroncino chiaro, leggero.

Nel caffellatte del mattino lo colorava appena, e per berne uno nero e ristretto mio padre andava al Bar.

Il Bar Fontana Vecchia aveva un bancone di marmo venato, la macchina del caffè e una vetrinetta con le paste. Da una parte un barattolone con le caramelle sciolte. Dietro, sugli scaffali allineate, le bottiglie dei liquori. S i usava molto allungare il caffè con Sambuca o cognac. Come aperitivo si prendeva un vermout.

Condividi contenuti