Gli arcani

C’è un’osteria, nascosta tra le vie digitali della rete. Si chiama “Eufemia”, l’osteria degli scrittori senza nome. Nei tavoli consumati dal tempo l’oste, che tutti chiamano Eugene Turnett, offre agli ospiti un bicchiere di vino in cambio di una storia.
Ma non una storia qualunque. Eugene Turnett sfila una carta dal mazzo degli arcani e il viandante racconterà la storia di quell’arcano. Questa è la regola.
Ci sono ospiti, le cui storie erano talmente suggestive o talmente strambe, che hanno conservato il nome di quella carta. Ed è per questo che Eugene Turnett, ad ogni avventore che passa per la sua osteria, racconta le storie degli arcani, gli scrittori inesistenti.

Gli amanti

di 
Edoardo Micati

ARCANI MAGGIORI

CARTA N° 6 - Gli amanti

Bellezza, amore, passione, prove superate,

fiducia, desiderio, relazione dalle conseguenze

importanti, libertà di sentimenti.

 

CAPOVOLTA:

infedeltà, separazione, frustrazione in amore,

La giustizia

di 
Anna maria Sanguigni

La mamma di Stefy scappò col marito della signora Nora. Erano dirimpettai. Lui era fabbro, aveva aperto una bottega appena sistemati in città, e piano piano, aveva acquistato un certo benessere. La moglie magrolina e con gli occhi neri, dopo aver partorito quattro figli, si era infiacchita e sembrava essersi rannicchiata. Il marito Walter invece, con il lavoro, che andava benino, aveva acquistato un non so che. L’età gli aveva brizzolato i capelli, il torace che di natura era proiettato in avanti gli dava un ’aspetto sicuro.

Il sole

di 
Sergio Arcioni

1 Così non pensavo di ritrovarmi quando decisi di aprire la nuova attività, Giovanna la mia compagna l’avevo conosciuta anni fa quando con degli amici ero venuto da Milano in vacanza a Follonica, lei era separata e dopo un breve periodo mi raggiunse e decise di trasferirsi da me, in quel periodo io ero dipendente di una officina meccanica con diversi dipendenti e a tutto pensavo meno che a cambiare lavoro, io lì mi trovavo bene,oramai erano diversi anni che ci lavoravo, il principale era una persona per bene ed aveva fiducia in me.

L’innamorato

di 
Gabriele de Maria

Queste sono parole sull’amore. Di un bambino e di una ragazza.

Bimbo è un single di 10 anni.

Capelli neri, sparati in modo tale che ognuno sembra aver litigato col vicino. Solo il gel ultra-fix li fa andare d’accordo.

Occhialini tondi su un naso a patata cosparso da lenticchie.

Bocca che ogni due parole ci scappa una parolaccia, con un intercalare fisso Cazzo culo merda che non lascia scampo.

Quando incontra qualche adulto che lo tratta come un ragazzino, lui gli fa una tirata tipo:

L’eremita

di 
Gianluca Bagnara

Si era deciso e aveva staccato la spina. Era stata dura, proprio come con le sigarette.
Sembrava impossibile vivere senza televisione. Poi assorbì il colpo, lentamente.
Quelle poche persone che andavano a trovarlo non si accorgevano di niente.
Si parlava del tempo, di qualche libro e di persone del paese che non c’erano più.
Spesso le notizie di quello che succedeva fuori le percepiva dai visitatori.
Notizie sul governo, sugli scandali, sullo sport.
Non aveva voluto neanche la radio.

La stella

di 
elena zanoni

Sette, erano passati sette anni da quel salto nel buio.

Se l’era immaginato più semplice, per certi aspetti. All’epoca, si era sentita magneticamente catturata da quella che tutti, amici e conoscenti, amavano definire “la città dei balocchi”.

Una curva esponenziale di energie cosmiche, incontri del destino e romantici incantesimi, invece, amava definirla lei.

E ci si era tuffata. Così, senza pensarci molto, come una surfista che fiuta la sua “onda lunga”.

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