Racconti 2008

Betsabea

di 
Francesca Mazzaglia

Un bocciolo di nuvola porpora vela le guglie di Betsabea diffondendo un profumo di rosa nella città dalle lunghe e sottili torri di cristallo. Se la spii da una lontana duna del deserto ne sei ammaliato e sai già che cederai alla tentazione di cambiare rotta.

Adorata Oliver, rieccomi

di 
GUIDO SPERANDIO

1.
Sopravvenne la cartolina rosa. Della leva.
La prospettiva di stare via mesi, militare. E…
Addio, my funny Oliver.
Addio, mia amata.
Vengo spedito per l’addestramento in una specie di savana. L’Italia, è noto, è luogo variato, ricco di siti sorprendenti.

Andate e ritorni

di 
milvia comastri

Quando scosta la tenda della finestra e vede scendere dall’auto il nuovo ospite, ha un moto di stizza: è una donna.
Uno dei tre compagni con cui ogni pomeriggio fa la partita, ha intrapreso il Viaggio proprio l’altro ieri. E a bridge non si può giocare in tre. Fra gli altri, poi, non ha mai trovato nessuno che ami giocare.
Aveva proprio sperato che fosse un uomo, e invece eccola quella vecchia che scende dall’auto appoggiandosi ad un tizio basso, probabilmente il figlio.

Proporzioni

di 
Carla Maria Zuffo

Il treno per Roma era annunciato con quaranta minuti di ritardo.
“Entriamo nel bar qui di fronte a prendere un caffé?” – chiese Marika.
“Sì, entriamo. Fa un freddo cane qui fuori” – Giorgio rispose.
L’unico tavolo libero era di fronte alla porta, dove una folata d’aria gelida li investiva ogni volta che qualcuno entrava.

Un messaggio della madonna

di 
E42

Mi sembra di aver capito che dopo l'ultimo disastro navale nello Stretto di Messina i traghetti delle Ferrovie percorrano una rotta diversa dalla tradizionale.
 

Partenze... Ritorni

di 
gabriele de maria

Ero lì che aspettavo il mio turno. In fila, come tutti gli altri non dissimili da me. Mancava poco ormai e poi sarei partito anch’io. Avrei lasciato tutto quello che avevo e quello che ero stato fino ad ora.

Malìa

di 
anna maria sanguigni

Le ginestre sfrecciano ai lati dell'Autostrada del sole, è Maggio il tempo per me.
Dopo anni vado via dalle ore nere.
Le mani stringono il volante un pò rattrappite .Corro, sfreccio, il panico ritorna, rallenta la mia strada.
Nel cervello il solito profilo di case e torri, s'insinua bello e dannato. Il pensiero arretra fino agli anni del bianco dolore, e allora tutto è limpido, e improvvisamente ritorna come una spina di rosa a pungere il cuore.
Mentre guido, la mia pelle si piega e mi riporta la tensione di allora.

Mi piace pensare che ce ne siamo andati per la medesima ragione

di 
Luca Gusella

Ero tornato per rivedere alcuni parenti. Si trattava della nascita di mia nipote, figlia di Carla che non hai conosciuto. Avevo preso la macchina e mi ero messo in viaggio. Il telepass mi aveva svegliato, di lì a poco due rotonde e una pista ciclabile, poco più in là un sottopassaggio.

Una signora stava gettando i cartoni di un impianto hi-fi nel bidone della raccolta differenziata, lì vicino un bambino su di una bicicletta verde scuro suonava l'avvisatore acustico sul manubrio.

Se sono brutto non è colpa mia, è colpa del papà

di 
Zolingona

Da giovane il papà era un bell’uomo. Inoltre era brillante con quella sua convinzione che metteva nel parlare. Fisicamente si sentiva iperattivo come un vulcano hawaiano.

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