Mi sveglio dopo una notte di sogni terribili. Mi guardo intorno. Una stanza con le pareti bianche, un bianco sporco, che ricorda il volto di un morto. Sul pavimento, al centro della stanza, un immenso numero otto colorato di nero. Lo fisso e mi accorgo solo ora di quanto assomigli al simbolo dell’infinito, in senso verticale. Al centro, un cubo alto come un uomo e nero, intensamente nero. Una voce sospira “Enif aznes obucni nu obucni nu”. Non capisco. Mi avvicino al centro con un crescente senso di angoscia.