Gabriele De Maria

Chiacchiere

di 
Gabriele de Maria

Il ristorantino, in cui mi ero rifugiato per metter qualcosa di saporito e soprattutto di caldo nello stomaco, era davvero insolito.
I tavolini erano pochi e tutti diversi uno dall’altro; quadrati, tondi, rettangolari.

Una notte d'estate

di 
Gabriele de Maria

Dopo il bagno con olii rilassanti nella vasca idromassaggio, mi ero buttato sul futon al centro della stanza e mi ero addormentato, completamente svuotato di qualsiasi pensiero ed energia eventualmente collegata. Era il crepuscolo quando mi risvegliai.
 Il mio sguardo fu catturato, come al solito, dal grande quadro di Frans Claerhout che avevo acquistato in Sud Africa e che avevo appeso al soffitto. Andai a cercarlo, dopo aver letto un libro che lo descriveva.

 

Partenze... Ritorni

di 
gabriele de maria

Ero lì che aspettavo il mio turno. In fila, come tutti gli altri non dissimili da me. Mancava poco ormai e poi sarei partito anch’io. Avrei lasciato tutto quello che avevo e quello che ero stato fino ad ora.

In automobile! In automobile!

di 
gabriele de maria

La città si presentava come al solito a quell’ora della giornata. I gas di scarico stavano cominciando a fare effetto e s’insinuavano dappertutto. Le major delle case automobilistiche avevano preferito investire una piccola parte dei loro guadagni non nella ricerca di energie alternative, ma nel trovare la scusa per continuare a lucrare sulla stupidità della gente. E alla fine l’avevano trovata ed avevano inondato il mondo con le loro pubblicità:
 

Corri, corri con la tua citycar...

Cameriere...? Un caffè!

di 
gabriele de maria

- Cameriere…? Un caffè!
- Subito, signore.

L’innamorato

di 
Gabriele de Maria

Queste sono parole sull’amore. Di un bambino e di una ragazza.

Bimbo è un single di 10 anni.

Capelli neri, sparati in modo tale che ognuno sembra aver litigato col vicino. Solo il gel ultra-fix li fa andare d’accordo.

Occhialini tondi su un naso a patata cosparso da lenticchie.

Bocca che ogni due parole ci scappa una parolaccia, con un intercalare fisso Cazzo culo merda che non lascia scampo.

Quando incontra qualche adulto che lo tratta come un ragazzino, lui gli fa una tirata tipo:

Via... Lontano... Via

di 
Gabriele de Maria

“Basta! Ora basta! Lavoro tutto il giorno e quando torno a casa la sera non trovo mai nulla di pronto da mangiare. Eh no, perché ti devi preparare per uscire e non hai tempo!”

Urlava, sbraitava, era fuori di sé. La bocca era contratta in una lunga smorfia e agli angoli la bava era testimone di una rabbia a lungo repressa.

Una vita perfetta

di 
Gabriele de Maria

Solo fino a un anno fa la mia vita era perfetta, per uno come me che si accontentava di poco.

Ora mi ritrovo seduto sul pavimento della cucina, con la schiena appoggiata alla porta del frigo. Se l’aprissi non troverei che qualche scatoletta di cibo ed una bottiglia di latte a lunga conservazione, probabilmente andato a male.

Classe 4° B

di 
Gabriele De Maria

“Bella Marco! Cos’è che ti spari?”

“L’ultimo dei Metallica”

“Figo! Dài, passami una cuffia che così mi sballo pure io! … Alza a palla!!!”

“Oh, ma hai visto che gnocca che è la Tamara?!? Oggi s’è messa tutta in tiro che da qui ogni tanto si vede pure il filo del tanga!!!”

“Tra la Tamara dal vivo e un pornazzo, tutta la vita la Tamara!”

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