Le parole liberate

A te donna mia

di 
Annamaria Sanguigni

Mia cara donna, oggi lascia a casa doveri e preoccupazioni, e tra mimose e danze tuffati con le braccia spalancate a questa vita che ti vuole.
Quando il mondo ti ha creato, una stella tutta d’oro e luccicante si è accesa.
Tu sei forte, svelta e giudiziosa,  ma a volte il cuore troppo capriccioso si sfrena e dà di matto.
Quante volte per il cuore la tua vita s’è fatta di passione, e le fiammate dell’amore  non hanno lasciato cicatrici.

Le parole vanno, nascono nella mente

di 
Edoardo Micati

Le parole vanno, nascono nella mente e aspettano d’esser portate fuori, dette. Possono essere leggere, pesanti, dolci, amare, d’odio, di lusinga, sussurrate, gridate, di speranza, borbottanti, di condanna, che uccidono, che salvano…
Scritte a mano, si muovono sulla pagina da sinistra a destra, verso la fine del rigo, per poi ritornare a sinistra e riandare sino a riempire un foglio, cento, mille e, fintanto che le idee non giungono, uno, cento, mille fogli, finiscono appallottolati in un cestino.

Anche le pipì divengono perle

di 
Elia Giovacchini

Il segreto, la saggezza, è scrivere in alto, per qualcuno: Ubriaco! Ubriaco! Ubriaco!
Che sia fioritura, conversazione, acquavite o mente: ogni sogno realizza un vedere estremo, il cuore deve gonfiarsi di sughero!
Ogni sogno è uno spazio ridicolo, involontario, terra di fiumi dai gorghi senza fondo!

Il giusto interlocutore

di 
Guido Sperandio

Nel negozio di cravatte non c’era gente. Solo la commessa. Che leggeva Freud. «Analisi della psiche umana, Eros e Thanatos».
Entrò un signore dall’aria distinta. Distratta. Distaccata. Chiese di vedere delle cravatte.
«Ha un’idea?» disse la ragazza.
«No» disse il signore distinto. L’aria distratta. Distaccata.
«Abbiamo queste novità» disse la ragazza. «Seta pura».
Il signore distinto le esaminò, una per una, fece un smorfia.

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