Gennaio/Febbraio 2010

Fiorita neve

di 
Denis Rizzoli

Dondolo. Mi cullo. Una brezza di vento accompagna il mio passo indeciso. Tutte le volte che mi butto sento freddo. Il cielo è un enorme tazza grigia rovesciata che abbandona i suoi figli ormai grandi. Come l’uccellino che lascia il nido, mi libro gentile e lascio che la mia leggerezza mi guidi.

Limite o risorsa

di 
Stefano Nassetti

Spegnere la luce quando la somma dei numeri dell’orologio digitale fa 13 o 23 o 47;
mettere prima la scarpa destra poi la sinistra, allacciare la sinistra poi la destra;
bere, la sera, dal rubinetto del bagno, prima di andare a letto, contando fino a 23;

Chiacchiere

di 
Gabriele de Maria

Il ristorantino, in cui mi ero rifugiato per metter qualcosa di saporito e soprattutto di caldo nello stomaco, era davvero insolito.
I tavolini erano pochi e tutti diversi uno dall’altro; quadrati, tondi, rettangolari.

Guarda sempre il lato positivo delle cose

di 
Zolingona

1,
tuo padre è cattivo, disse Anna mentre imboccava Giovanni che imprigionato nel seggiolone sbrodolava sul grembiulino la pappetta poco saporita.

Madonna di strada

di 
Dario de Giacomo

Sul mio corpo ruderale non cresce l’erba. Con questa consapevolezza, stamattina, mi sono insinuato di nuovo nei vicoli stretti di una città qualsiasi affacciata sul mare.
Dentro ho l’ansia furiosa che cerca madonne antiche, di cappella in cappella, per strappare una grazia.

La settimana del Sig. P.

di 
Elisabetta Cani

Lunedì mattina quando la sveglia ha suonato, il Sig. P. è salito sul trampolino a bordo vasca. Ha sciolto i muscoli. Prima il collo, poi le spalle, le braccia e le gambe. E poi via, si é tuffato dentro la settimana. Una bracciata dopo l’altra, un giorno dopo l’altro si è diretto al bordo opposto della vasca.

Povero Moscerino!

di 
Roberta Ranaldi

La sveglia è suonata almeno tre volte a intervalli regolari di un quarto d'ora e questo vuol dire che sono passati almeno 45 minuti rispetto all'orario stimato per il risveglio. Sono quasi le undici e Claudia si rotola lentamente nel letto. Prima tira fuori un piede dal piumone per tastare l'aria fuori.

A te donna mia

di 
Annamaria Sanguigni

Mia cara donna, oggi lascia a casa doveri e preoccupazioni, e tra mimose e danze tuffati con le braccia spalancate a questa vita che ti vuole.
Quando il mondo ti ha creato, una stella tutta d’oro e luccicante si è accesa.
Tu sei forte, svelta e giudiziosa,  ma a volte il cuore troppo capriccioso si sfrena e dà di matto.
Quante volte per il cuore la tua vita s’è fatta di passione, e le fiammate dell’amore  non hanno lasciato cicatrici.

Le parole vanno, nascono nella mente

di 
Edoardo Micati

Le parole vanno, nascono nella mente e aspettano d’esser portate fuori, dette. Possono essere leggere, pesanti, dolci, amare, d’odio, di lusinga, sussurrate, gridate, di speranza, borbottanti, di condanna, che uccidono, che salvano…
Scritte a mano, si muovono sulla pagina da sinistra a destra, verso la fine del rigo, per poi ritornare a sinistra e riandare sino a riempire un foglio, cento, mille e, fintanto che le idee non giungono, uno, cento, mille fogli, finiscono appallottolati in un cestino.

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